Alfredo Rossini, Procuratore dell’antimafia dell’Aquila dedica e condivide il premio ricevuto alla XV° edizione del Premio Borsellino a tutti i suoi collaboratori che indagano sulle cricche che banchettano sulle rovine causate dal terremoto.
Alfredo Rossini dedica il riconoscimento ricevuto a tutte le persone dell’Aquila che gli chiedono di non abbandonare la città, di continuare la ricerca della verità sui crolli per avere qualche consolazione per i propri morti e per poter continuare a credere nella giustizia e nella legalità.
MOTIVAZIONE
La sua è una vita spesa per la giustizia. Una scelta di vita spesa per la legalità interpretando in senso compiuto il magisterium.
Il procuratore distrettuale antimafia Alfredo Rossini, nei giorni tragici del terremoto ha avuto il grande merito di riuscire a dare speranze di giustizia alle famiglie dei morti ed al popolo abruzzese che chiede di sapere la verità.
Mentre gli sciacalli romani ridevano il procuratore Rossini ha saputo spronare l’opinione pubblica a partecipare alla vita attiva nella società, a prendere coscienza delle proprie responsabilità, capire il valore del sentirsi membri della cittadinanza e lavorare così per il bene comune.
Adempiendo al suo dovere, denunciando e fronteggiando con crescente efficacia le insidie della mafia che cerca di infiltrarsi nel nostro territorio con la sua barbarie che offende la cultura di questa terra e la dignità dei suoi abitanti.
I suoi successi operativi susseguitisi ed il suo impegno danno concretezza alle speranze di legalità, di sviluppo e di convivenza degli uomini onesti che guardano alle istituzioni con fiducia.
Maurizio Artale è il responsabile del centro “Padre nostro” di Palermo fondato da don Pino Pugliesi. Don Puglisi era parroco a San Gaetano dal 29 settembre 1990, nel quartiere Brancaccio di Palermo, controllato dalla criminalità organizzata attraverso i fratelli Graviano, capi-mafia legati alla famiglia del boss Leoluca Bagarella.
Il centro “Padre nostro” fu inaugurato a Brancaccio il 29 gennaio 1993 con lo scopo di promozione umana e la evangelizzazione.
Il 15 settembre 1993, il giorno del suo 56º compleanno viene ucciso dalla mafia, davanti al portone di casa, a causa del suo impegno sociale, per aver intrecciato i temi di pace e di legalità dando sostegno alle fasce più deboli.
MOTIVAZIONE
Il centro “Padre nostro” onlus di Palermo che fu fondata nel quartiere palermitano di Brancaccio da don Giuseppe Puglisi come luogo per coniugare evangelizzazione e promozione umana, si colloca con perfetta coerenza in questo progetto, perché nel suo intenso agire quotidiano, ha intrecciato i temi della pace, della legalità e della giustizia sociale.
Anche dopo la morte di Don Puglisi ucciso dalla mafia nel 1993 il centro “Padre nostro” è riuscito a coniugare solidarietà e alti standard di efficienza organizzativa attraverso l'impegno di tutti gli operatori, volontari e collaboratori, in un contesto di intervento particolarmente complesso.
Per il profondo e sentito impegno, rivolto al riscatto umano e sociale delle fasce più deboli ed emarginate, seguendo e attuando il segno caritatevole e religioso di don Pino Puglisi, eroico esempio di abnegazione e solidarietà cristiana, sostenendo itinerari formativi e offrendo luoghi accoglienti, aperti e fraterni, il primo dei Premi “Paolo Borsellino” 2010 va al centro “Padre nostro” onlus di Palermo.
Il blog "Società Civile" ringrazia i gestori del sito ufficiale del centro “Padre nostro” per aver inserito all'interno del loro sito il video realizzato dalla PacotVideo.
Al XV° Premio Paolo Borsellino viene ricordato con una Targa alla memoria il sindaco di Pollica Angelo Vassallo assassinato pochi mesi fa nel paese campano che voleva mantenere pulito nell’ambiente e nella politica. Ritira il premio Dario Vassallo, fratello del sindaco.
Angelo Vassallo, esponente del Partito Democratico, è stato sindaco di Pollica dal 1995 al 5 settembre 2010, giorno in cui è stato ucciso da persone che sono ancora sconosciuti.
Il pubblico ministero Alfredo Greco, incaricato delle indagini, ha avanzato l'ipotesi che esso sia stato commissionato dalla camorra al fine di punire un rappresentante dello Stato che si era opposto a pratiche illegali.
Un collegamento potrebbe risiedere nel fatto che Vassallo, soprannominato «il sindaco pescatore» per via della sua attività nel settore ittico e le sue azioni a tutela dell'ambiente, era visto dalla camorra come un ostacolo al controllo del porto che le garantirebbe libertà nei commerci illegali di droga.
A Vassallo è stato dedicato il film "Benvenuti al sud".
L'apertura del premio spetta al "Magma Teatro" con una rappresentazione dedicata a Stefano Cucchi, il ragazzo morto in carcere lo scorso anno per cui la famiglia chiede verità e giustizia.
Nella notte del 16 ottobre 2009 Stefano Cucchi, 31 anni, fu arrestato per possesso di "modica quantità" di stupefacenti. I carabinieri lo arrestano in casa dicendo ai famigliari di non preoccuparsi ... Stefano sarebbe tornato a casa sopo i primi accertamenti. Ma vi tornerà solo da morto.
La sorella, Ilaria Cucchi, racconta nel libro "Vorrei dirti che non eri solo" tutte le "assurde peripezie" subite dal fratello. Il libro viene scritto anche con il contributo del giornalista del “Corriere della Sera” Giovanni Bianconi.
Racconta Ilaria Cucchi: “Mio fratello voleva continuare a vivere. Invece è morto. Forse pensando di essere stato abbandonato dalla sua famiglia, mentre semplicemente non ci lasciavano entrare. Vorrei potergli dire che non era solo”.
Giovanni Bianconi nella prefazione spiega che, “comunque sia andata, la morte di Stefano Cucchi è un delitto di Stato”.
Perché all’inizio i pm romani che indagavano sulla morte di Stefano erano convinti che si trattasse di un omicidio preterintenzionale e colposo.
Poi però l’omicidio è scomparso dai capi d’accusa, ma è rimasta la morte di un ragazzo “conseguenza di comportamenti che hanno spezzato la vita di un giovane uomo, tossicodipendente e detenuto”.
Quello che è però chiaro è che Stefano Cucchi era affidato allo Stato e lo Stato aveva il dovere di tutelare la sua salute.
Invece dall’arresto fino all’ultimo respiro è passato attraverso caserme, camere di sicurezza, carceri, reparti penitenziari di ospedali Stefano Cucchi non è stato più padrone di se stesso ma è rimasto in balia dei suoi aguzzini ... dei rappresentanti dello Stato Italiano.”
Ancora oggi la famiglia di Stefano Cucchi che vuol sapere perché la promessa fatta da quei carabinieri il 16 ottobre (“Tornerà presto”) non è stata mantenuta. E non sono solo loro, i suoi familiari, a volerlo sapere. Lo vuole anche la società civile ... oggi rappresentata da Magma Teatro.
Domani mattina alle ore 10 presso il Teatro Odeon di Roseto degli Abruzzi si svolgerà la cerimonia di consegna dei Premi della XV° edizione del "Premio nazionale Paolo Borsellino.
Ci sarà la straordinaria partecipazione dello scrittore Roberto SAVIANO.
Ricordiamo che Presidente della 15 ed. del Premio è il Procuratore aggiunto di Palermo Antonio INGROIA.
La giuria, presieduta dal Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia è composta dai giornalisti Sandro RUOTOLO (Rai), Maurizio DE LUCA (Espresso), Francesco LA LICATA (La Stampa), Sandro PALAZZOLO (Repubblica), Lirio ABBATE (Espresso).
Il video della Cerimonia di Premiazione verrà pubblicato prossimamente all'interno del blog e su vari canali video, in versione integrale e suddiviso in videoclip personalizzate per ogni singolo personaggio premiato.
Qui di seguito l'ordine di premiazione.
ANDREA RICCARDI - Presidente Comunità di Sant'Egidio (Premio per la Pace Angelo Frammartino) premiato da Maurizio De Luca - Giornalista, giuria del Premio
ALFREDO ROSSINI - Procuratore della Repubblica di L'Aquila premiato da Francesco Mastromauro - Sindaco di Giulianova
MAURIZIO ARTALE - Centro "Padre Nostro" Palermo premiato da Teresa Ginoble - Vice sindaco di Roseto
STEFANIA PETYX - Giornalista, "Striscia la Notizia" premiato da Lirio Abbate - Giornalista, giuria del Premio
GIORGIO TIRABASSI - Attore premiato da Salvo Palazzolo - Giornalista, giuria del Premio
ASCANIO CELESTINI - Attore e Scrittore premiato da Luciano Monticelli - Sindaco di Pineto
SALVATORE DI LANDRO - Procuratore Generale di Reggio Calabria premiato da Franco Di Bonaventura - Sindaco di Roseto
ROBERTO SAVIANO - Giornalista e Scrittore premiato da Antonio Ingroia - Presidente del Premio
MOTIVAZIONE PREMIO 2010 A ROBERTO SAVIANO
Sapere, capire diviene una necessità, l'unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare.
Agisce in prima persona e nella società civile, contro le mafie, le ingiustizie, contro l’ambiente devastato, contro i traffici illegali di rifiuti e la compiacenza dei rappresentanti dello Stato corrotti.
Con uno straordinario sacrificio personale, pagando un prezzo altissimo per il suo impegno profuso in difesa e per la promozione dei valori della libertà, dell’informazione, della democrazia, della legalità.
Una legalità vera, quella che sta dentro il nome di Paolo Borsellino: non il vuoto legalismo dei benpensanti, il securitarismo che aggredisce i lavavetri ma è connivente con l’illegalità diffusa della politica, chiude gli occhi davanti alle truffe dei potenti e rimane silente e dunque complice davanti ai furti di Stato.
Conduce una lotta quotidiana e nobile contro il male assoluto delle mafie, dell’angheria, della corruttela diffusa e del silenzio complice, con la forza delle idee per portare sempre avanti in suo impegno di giustizia, a qualsiasi costo, per costruire un futuro migliore. Per tutti.
A Roberto Saviano il Premio Nazionale Paolo Borsellino 2010.
AMARCORD EDIZIONE 2009
In attesa di registrare e pubblicare l'intervento di Antonio Ingroia, presidente dell'edizione 2010 riproproniamo l'intervento, molto applaudito, del Presidente della Camera Gianfranco Fini, presidente dell'edizione 2009 del Premio Borsellino.
A Roseto, alle ore 18, presso la Villa Comunale ci sarà un importante incontro con il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia e il Procuratore Nazionale Antimafia.
L'incontro con il pubblico roseta avrà per titolo "Cultura della legalità e senso dello Stato". Nell'occasione saà presentato il libro "Per non morire di mafia"
L'incontro sarà registrato in video da Vincenzo Cicconi della PacotVideo e prossimamente pubblicato integralmente in questa blog.
Interverranno all'incontro:
GIUSEPPE PISANU Presidente della Commissione Antimafia
PIERO GRASSO Procuratore Nazionale Antimafia e autore del libro
FRANCO DI BONAVENTURA Sindaco di Roseto degli Abruzzi
LEONARDO NODARI Coordinatore del Premio Borsellino
Ore 10.30 ROSETO Villa Comunale Incontro sul tema “Educazione alla legalità” ALDO PECORA (Portavoce “Ammazzateci Tutti”) ELISABETTA DI GREGORIO (Dirigente Scolastico I.I.S. Moretti) TERESA GINOBLE (Vice Sindaco Roseto)
Ore 17.00 PINETO Sala Polifunzionale Proiezione del documentario “La parola contro la camorra” A seguire, dibattito. ALDO PECORA (Portavoce “Ammazzateci Tutti”)
Ore 10.30 TERAMO Sala Comunale Incontro “Il Re è nudo: l’Abruzzo com’è, come lo vorremmo” GIOVANNI CAVALLARI (Consigliere comunale P.d.) CESARE D’ALESSANDRO (Consigliere Regionale I.d.V.) ANTONIO MACERA (Segretario Regionale P.d.C.I.)
Ore 17.00 TERAMO Biblioteca Provinciale Proiezione del film “Paolo Borsellino” A seguire, dibattito. MASSIMO TIBERIO (Avvocato)
Ore 21.00 TERAMO Biblioteca Provinciale Proiezione del film “Fortapàsc” A seguire, dibattito. MASSIMO TIBERIO (Avvocato) LUIGI DE CRESCENZO (Giornalista de “Il Mattino”)
Ore 17.00 TERAMO Biblioteca Provinciale Proiezione del documentario “L’intervista nascosta di Paolo Borsellino” A seguire, dibattito. MELISSA DI SANO (Giornalista “Il Centro”)
Ore 21.00 TERAMO Biblioteca Provinciale Proiezione del documentario “La parola contro la camorra” A seguire, dibattito. ROSARIA CAPACCHIONE (Giornalista Il Mattino)
MARTEDI 26 Ottobre 2010
Ore 10.30 TERAMO Sala Polifunzionale Proiezione del documentario “La parola contro la camorra” A seguire, dibattito. GABRIELLA LIBERATORE (Docente Liceo Classico) ROSARIA CAPACCHIONE (Giornalista Il Mattino)
Ore 21.30 GIULIANOVA Circolo Nome della Rosa Proiezione del DVD “Sotto Scacco” MARCO LILLO (Giornalista Il Fatto) RICCARDO MERCANTE (Consigliere Provinciale I.d.V.) LUCIANO CRESCENTINI (Assessore alla cultura Giulianova) LAURA CIAFARDONI (Avvocato, cons.comunale Giulianova)
Ore 17.00 TERAMO Gazebo Piazza Martiri “Cultura della legalità e senso dello Stato” LUCIANO VIOLANTE (già presidente della Camera) TOMMASO NAVARRA (Avvocato) MANOLA DI PASQUALE (Avvocato) LORENZO COLANTONIO (Caporedattore de “Il centro”)
Ore 21.30 GIULIANOVA Circolo Nome della Rosa Presentazione del libro “Vorrei dirti che non eri solo. Storia di Stefano mio fratello” ALFONSO MASCITELLI (vice presidente commissione speciale di inchiesta sul SSN) ILARIA CUCCHI (Autrice Spettacolo dedicato a Stefano Cucchi “Un cucchiaino”) MAGMA TEATRO LUCIANO CRESCENTINI (assessore alla cultura)
Venerdì 29 Ottobre 2010
Ore 21.00 GIULIANOVA Sala belvedere Presentazione del libro “Roba Nostra” Carlo VULPIO (Autore del libro) LUCIANO CRESCENTINI (assessore alla cultura) CESARE D’ALESSANDRO (Consigliere Regionale I.d.V.)
In occazione del Premio Nazionale "Giuseppe Fava" per il giornalismo, la democrazia e la legalità il 14 Maggio 2010 a Roseto degli Abruzzi (Teramo) si è svolta una tavola rotonda "Perchè il giornalismo fa paura alla mafia".
Le riprese sono state effettuate da Vincenzo Cicconi (http://www.PacotVideo.it) e il video è stato diviso in 8 clip.
1 - Presentazione di Luca Maggitti (www.Roseto.com) con i saluti di Franco Di Bonaventura (sindaco di Roseto degli Abruzzi) 2 - Sandro Ruotolo (Giornalista RAI, presidente del Premio "Giuseppe Fava") 3 - Antonio Ingroia (Procuratore Aggiunto della D.D. Antimafia di Palermo) 4 - Lirio Abbate (Giornalista de L'Espresso) 5 - Giuseppe Baldessarro (Giornalista "Quotidiano della Calabria" e collaboratore di La Repubblica) 6 - Sandro Ruotolo 7 - Giuseppe Lumia, Vice Presidente della Commissione Antimafia 8 - Antonio Ingroia
2 - Sandro Ruotolo (Giornalista RAI, presidente del Premio "Giuseppe Fava")
3 - Antonio Ingroia (Procuratore Aggiunto della D.D. Antimafia di Palermo)
4 - Lirio Abbate (Giornalista de L'Espresso)
5 - Giuseppe Baldessarro (Giornalista "Quotidiano della Calabria" e collaboratore di La Repubblica)
6 - Sandro Ruotolo (Giornalista RAI, presidente del Premio "Giuseppe Fava")
7 - Giuseppe Lumia, Vice Presidente della Commissione Antimafia
8 - Antonio Ingroia (Procuratore Aggiunto della D.D. Antimafia di Palermo)
Presentazione del libro "Il Volontario" di Marco Patricelli a Roseto degli Abruzzi (Teramo)
Riprese di Vincenzo Cicconi (PacotVideo.it) e intervista a cura di Luca Maggitti (Roseto.com)
Il video è stato pubblicato su Dailymotion.Virgilio.it ed è stato diviso in 4 parti per rispettare il limite massimo pubblicabile di 20 minuti per ciascun filmato.
Marco Patricelli racconta la storia di Witold Pilecki, l'uomo che volontariamente si fece rinchiudere nel lager di Auschwitz per documentare e denunciare al mondo l'olocausto.
Witold Pilecki è un intellettuale polacco che nel 1940 decise di affrontare una missione pericolosa e che appariva come una follia.
Dopo essersi munito di documenti falsi, si lasciò arrestare nel corso di una retata della Gestapo a Varsavia e durante la prigionia si rese conto che la realtà dei campi di concentramento è peggiore di qualsiasi orrenda fantasia.
Witold Pilecki, nonostante rischi più volte la vita, porta fino in fondo la sua missione che era quella di creare una rete di resistenza e di mutua assistenza all'interno e all'esterno del lager e far filtrare all'esterno il resoconto di quello che accade.
In due anni e mezzo riesce a creare un'organizzazione di circa 2.000 persone infiltrate.
Quando comprende che la sua missione è stata portata a termine e il rischio di perdere la vita diventa sempre più concreto decide, nel 1943 di evadere.
Nel 1944 combatte durante l'insurrezione di Varsavia ma viene fatto prigioniero e resta in prigione fino alla fine della guerra.
Subito dopo la fine della guerra Witold Pilecki arriva in Italia, scrive un ulteriore rapporto e si offre al generale Anders per una missione nella Polonia sotto tallone sovietico.
I servizi segreti comunisti sono ormai sulle sue tracce e nel 1947 viene arrestato e torturato per mesi.
Il regime comunista riesce ad estorcegli una confessione delle presunte colpe solo quando minacceranno di imprigionare la moglie e i figli.
Witold Pilecki viene giustiziato il 25 maggio 1948.
Su di lui e su quello che ha fatto cala il silenzio.
Della resistenza ad Auschwitz si arrogherà ogni merito un suo ex compagno di prigionia, nel frattempo divenuto premier del governo polacco e poi presidente della repubblica, Cyrankiewicz.
Ancora oggi, i familiari ignorano dove sia sepolto.
Marco Patricelli insegna Storia dell’Europa contemporanea all’Università G. d’Annunzio di Chieti ed è consulente del TG1 Storia.
Tra le sue precedenti pubblicazioni:
1 - Liberate il duce. Gran Sasso 1943: la vera storia dell’Operazione Quercia;
2 - La Stalingrado d’Italia. Ortona 1943: una battaglia dimenticata;
3 - Le lance di cartone. Come la Polonia portò l’Europa alla guerra
4 - I banditi della libertà. La straordinaria storia della Brigata Maiella, partigiani senza partito e soldati senza stellette.
Presentazione di quest'ultimo libro è stato ripreso dalla Pacotvideo ed è possibile rivederlo all'interno del canale Video.Google.
Sabato 8 maggio a Pineto, presso la Villa Filiani, per il Premio Giuseppe Fava è stato presentato il libro "DON VITO. LE RELAZIONI SEGRETE TRA STATO E MAFIA."
Le video riprese sono state effettuate dalla PacotVideo e il filmato integrale è stato sezionato in base al relatore e per essere più facilmente pubblicato online.
Questi i sei filmati in ordine cronologico: 1 - Introduzione di Leo NODARI, responsabile dell'associazione Società Civile; 2 - il sindaco di Pineto Luciano MONTICELLI 3 - Sandro RUOTOLO, giornalista della RAI (AnnoZero) e presidente del Premio (A causa della lunghezza dell'intervento il video è stato diviso in due parti) 4 - Francesco LA LICATA, giornalista de La Stampa e autore del libro 5 - Massimo CIANCIMINO, autore del libro, figlio di Vito Ciancimino 6 - Ciancimino risponde alle domande di giornalisti e del pubblico