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sabato 30 ottobre 2010

Leo Nodari, Sandro Ruotolo e la lettera di Agnese Borsellino,

Il coordinatore del Premio Borsellino Leo Nodari, nel salutare il pubblico, racconta le difficoltà incontrate nel portare avanti un simile evento.

La forza nel proseguire e portare avanti questo progetto trova nuova linfa dalle parole inviate, tramite una lettera, dalla signora Agnese Borsellino, la vedova del giudice Paolo Borsellino.

La lettera viene letta da Sandro Ruotolo.





Carissimi giovani,

mi rivolgo a voi come ai soli in grado di raccogliere davvero il messaggio che mio marito ha lasciato, un’eredità che oggi, malgrado le terribili verità che stanno mano a mano affiorando sulla morte di mio marito, ha raccolto mio figlio Manfredi, e non, badate, offrendo sterili testimonianze come vittima di una subdola guerra che gli ha tolto quando aveva appena 21 anni il padre, ma come figlio modello, di cui non posso che andare orgogliosa, soprattutto perché, insieme alle sue sorelle, serve quello stesso Stato che non sembra avere avuto la sola colpa di non avere fatto tutto quanto era in suo potere per impedire la morte del padre.

Leggendo con i miei figli (qui in ospedale dove purtroppo affronto una malattia incurabile con la dignità che la moglie di un grande uomo deve sempre avere) le recenti notizie apparse in questi giorni sui giornali, dopo alcuni momenti di sconforto ho continuato e continuerò a credere e rispettare le istituzioni di questo Paese, perché mi rendo conto che abbiamo il dovere di rispettarle e servirle come mio marito sino all’ultimo ci ha insegnato, non indietreggiando nemmeno un passo di fronte anche al solo sospetto che può avere avuto di essere stato tradito da chi invece avrebbe dovuto fare quadrato attorno a lui.

Io e miei figli non ci sentiamo persone speciali, non lo saremo mai, piuttosto siamo piccolissimi dinanzi la figura di mio marito che ribadisco ancora una volta, anche a molti di voi che non eravate nati l’anno delle stragi, non è voluto sfuggire alla sua condanna a morte, ha donato davvero consapevolmente il dono più grande che Dio ci ha dato, la sua vita.

Io non perdo la speranza in una società più giusta ed onesta, sono anzi convinta che sarete capaci di rinnovare l’attuale classe dirigente e costruire una nuova Italia, l’Italia del domani.

Agnese Borsellino

Sandro Ruotolo alla cerimonia di premiazione del XV° Premio Paolo Borsellino

Sandro Ruotolo, giornalista RAI è da anni collaboratore di Michele Santoro in diversi programmi di successo quali Samarcanda, Il Rosso e il Nero, Tempo Reale, Moby Dick, Moby's, Circus, Il raggio verde, Sciuscià, Anno Zero.

Sandro Ruotolo ha iniziato la sua attività giornalista al quotidiano Il Manifesto (nel 1974) e dopo alcuni anni entra alla RAI





Nel Settembre 2009 riceve il premio internazionale giornalistico e letterario Marzani.

Il 25 aprile 2010 i partigiani dell'Anpi gli consegnano il Premio Renato Benedetto Fabrizi, premio che lui stesso considera "il più bel premio della mia vita".

La motivazione del premio ... "per l'impegno profuso nella denuncia dell'illegalità, della violazione dell'universalità dei diritti civili ed umani, e della deriva localista e discriminatoria che si sta affermando in molte parti del nostro Paese, richiamando i cittadini a quei valori di unità, coesione e solidarietà propri di una comunità moderna e democratica preconizzati dalla nostra carta costituzionale".

Il 10 maggio del 2008 ha ricevuto il premio Enzo Biagi.

Il 12 giugno 2010 riceve il Premio Gallo d'Oro, emblema del gonfalone del comune di Mariglianella in provincia di Napoli nel cosidetto triangolo della morte per "le coraggiose denunce e la puntuale informazione sullo scempio ambientale dei territori della regione Campania e di Marigliano e per il significativo contributo dato, attraverso le sue brillanti inchieste, ai temi della legalità e della giustizia".

Ha scritto alcuni libri: "Sciusciò" con Vauro, "Mister e Lady Poggiolini" e "La vera storia d'Italia".

domenica 30 maggio 2010

Perchè il giornalismo fa paura alla mafia


In occazione del Premio Nazionale "Giuseppe Fava" per il giornalismo, la democrazia e la legalità il 14 Maggio 2010 a Roseto degli Abruzzi (Teramo) si è svolta una tavola rotonda "Perchè il giornalismo fa paura alla mafia".

Le riprese sono state effettuate da Vincenzo Cicconi (http://www.PacotVideo.it) e il video è stato diviso in 8 clip.

1 - Presentazione di Luca Maggitti (www.Roseto.com) con i saluti di Franco Di Bonaventura (sindaco di Roseto degli Abruzzi)
2 - Sandro Ruotolo (Giornalista RAI, presidente del Premio "Giuseppe Fava")
3 - Antonio Ingroia (Procuratore Aggiunto della D.D. Antimafia di Palermo)
4 - Lirio Abbate (Giornalista de L'Espresso)
5 - Giuseppe Baldessarro (Giornalista "Quotidiano della Calabria" e collaboratore di La Repubblica)
6 - Sandro Ruotolo
7 - Giuseppe Lumia, Vice Presidente della Commissione Antimafia
8 - Antonio Ingroia



2 - Sandro Ruotolo (Giornalista RAI, presidente del Premio "Giuseppe Fava")



3 - Antonio Ingroia (Procuratore Aggiunto della D.D. Antimafia di Palermo)



4 - Lirio Abbate (Giornalista de L'Espresso)



5 - Giuseppe Baldessarro (Giornalista "Quotidiano della Calabria" e collaboratore di La Repubblica)



6 - Sandro Ruotolo (Giornalista RAI, presidente del Premio "Giuseppe Fava")



7 - Giuseppe Lumia, Vice Presidente della Commissione Antimafia



8 - Antonio Ingroia (Procuratore Aggiunto della D.D. Antimafia di Palermo)

sabato 15 maggio 2010

Don Vito. Le relazioni segrete tra stato e mafia. Incontro a Pineto con Ciancimino, Ruotolo La Licata





Sabato 8 maggio a Pineto, presso la Villa Filiani, per il Premio Giuseppe Fava è stato presentato il libro "DON VITO. LE RELAZIONI SEGRETE TRA STATO E MAFIA."

Le video riprese sono state effettuate dalla PacotVideo e il filmato integrale è stato sezionato in base al relatore e per essere più facilmente pubblicato online.

Questi i sei filmati in ordine cronologico:
1 - Introduzione di Leo NODARI, responsabile dell'associazione Società Civile;
2 - il sindaco di Pineto Luciano MONTICELLI
3 - Sandro RUOTOLO, giornalista della RAI (AnnoZero) e presidente del Premio
(A causa della lunghezza dell'intervento il video è stato diviso in due parti)
4 - Francesco LA LICATA, giornalista de La Stampa e autore del libro
5 - Massimo CIANCIMINO, autore del libro, figlio di Vito Ciancimino
6 - Ciancimino risponde alle domande di giornalisti e del pubblico